Nell’Appennino tra tre regioni

24 03 2014

La mattina è splendida e il piacere di restare accoccolati sotto il piumone mentre si vede il sole che si alza dietro le Alba a Borgo Val di Taromontagne è un lusso che apprezziamo moltissimo.  Alla Casa delle erbe la colazione si fa a base di pane, biscotti, torte e marmellate fatte in casa e ha un sapore d’altri tempi. Ci prepariamo con calma per il programma che da Borgo Val di Taro prevede di salire al passo cento croci e spostarci in Liguria, poi è ancora solo abbozzato. Intanto indossiamo il costume sotto l’abbigliamento da moto, perché l’idea è quella di fermarci un po’ al mare, tempo permettendo. Lungo la strada che porta al passo non incontriamo praticamente nessuno ma vediamo ancora qualche traccia di neve e solo quando superiamo il crinale troviamo qualche capo di bestiame pascolare placido tra i prati verdi e un paio di motociclisti che consultano la cartina.

P050102_162602Ce la prendiamo con comodo. È una strada che abbiamo già percorso e non abbiamo fretta. Il paesaggio cambia continuamente e ci godiamo il tiepido sole. Varese Ligure è sempre una meta piacevole con la sua incantevole piazza, ma questa volta non ci fermiamo e continuiamo a scendere passando per Castiglione Chiavarese, Casarza Ligure per puntare verso la spiaggia di Riva Trigoso, vecchio borgo di pescatori che affaccia su una piccola baia e vanta una spiaggia insolitamente vasta per la Liguria. Non ci torniamo da un po’, dopo una vita di vacanze al mare per Roberto e oltre un decennio anche per me, ma tutto sommato non è cambiata più di tanto, fatta eccezione per il cantierino ormai scomparso.

L’acqua è limpida e invitante, qualcuno fa anche il bagno, ma noi ci limitiamo a metterci al sole mentre mangiamo P050102_173642una striscia di focaccia. Impossibile resistere quando si è qui! Quattro chiacchiere con vecchi amici che non vedevamo da tempo, poi ci rivestiamo e torniamo in sella, direzione Gattorna per poi fare il passo della Scoffera. Le piogge recenti però ci rovinano il programma e, causa una frana sulla strada, poco dopo Carasco siamo costretti a deviare verso la val d’Aveto e quindi scendere in Emilia verso Marsaglia e Bobbio, facendo un milione di curve su una strada che non ci piace per niente, non poco dissestata e incassata in una stretta gola quasi sempre in ombra. Il paesaggio brullo non contribuisce certo a rendere il percorso più piacevole. La val Trebbia, per molti quasi mitica, a parte due o tre scorci a me non piace in modo particolare, ma questa volta dobbiamo fare di necessità virtù. Ci rifaremo la prossima volta. Intanto, rientriamo a Milano con un bilancio comunque positivo.

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Un´estate al mare nella Germania del Nord

9 08 2013

Incantevoli località balneari, atmosfera marittima e isole idilliache…
Desiderate un po´ di relax in uno “Strandkorb”, guardare i gabbiani che volano sull´acqua e osservare il mare che, attraversato da bianche vele, si fonde con il cielo? Allora la vostra meta ideale non può che essere la Germania settentrionale, in una delle località balneari sul Mare del Nord o sul Baltico.

Se la vista del mare blu e di lunghe spiagge candide farebbe pensare a qualche meta esotica, davanti a uno “Strandkorb” non ci sono dubbi: siamo in Germania!

La spiaggia di Travemünde con itipici Strandkorb.  (c) LTM_Bernd Schmidt

La spiaggia di Travemünde con itipici Strandkorb. (c) LTM_Bernd Schmidt

Lo “Strandkorb” è un po´ l´equivalente tedesco dell´ombrellone con la sdraio. Ma come mai è così diverso da tutto ciò a cui siamo abituati? La spiegazione è molto semplice: la nobildonna Elfriede von Maltzahn era solita trascorrere le sue vacanze sulle spiagge del mar Baltico, ma con l´avanzare dell´età e i reumatismi, passeggiare sulla sabbia non era proprio l´ideale. Nel 1882 si rivolse quindi a un mastro cestaio, tale Wilhelm Bartelmann, al quale chiese di trovare una soluzione al suo problema: trascorre ore sulla sabbia, comodamente seduta e al riparo dal vento e dai raggi solari troppo forti. Bartelmann accettò questa “sfida” e ideò il primo “Strandkorb”, una speciale poltroncina da spiaggia con tettuccio reclinabile. Il successo fu immediato!
Oggi le spiagge tedesche sono costellate da centinaia di queste poltroncine. Osservandone la forma, se ne riconosce la provenienza: se è arrotondata e arcuata, arriva dalla costa baltica, mentre la forma squadrata è tipica del Mare del Nord. Ma il bello dello “Strandkorb” è che consente anche un minimo di intimità per il sonnellino pomeridiano dei bimbi o, perché no, per ammirare un romantico tramonto in dolce compagnia. Inoltre, sta benissimo anche nel giardino di casa. Desiderate acquistarne uno? Nella manifattura di “Strandkorb” di Willi Trautmann sull’isola di Sylt si producono a mano questi pregiati pezzi d’arredo da quasi 60 anni.
Ma non tutti sono tipi da spiaggia. In questo caso, cosa fare? A dire il vero, non c´è che l´imbarazzo della scelta: il Wattenmeer, quella striscia di fondale che rimane scoperta con la bassa marea, consente di fare incantevoli passeggiate guidate durante le quali scoprire anche tantissime curiose informazioni su questo habitat così particolare, e soprattutto sui suoi abitanti.
Tramonto sul Wattenmeer

Tramonto sul Wattenmeer

Il Parco Nazionale Wattenmeer dello Schleswig-Holstein è un´oasi naturalistica per uccelli in via di estinzione, che vengono qui a covare. Le escursioni proposte sono tantissime, tra cui una gita in barca a Friedrichskoog, dove è possibile osservare dal mare colonie di foche nelle loro divertenti attività. Nel Parco Nazionale Wattenmeer della Bassa Sassonia, sull´isola frisone orientale di Borkum si possono invece visitare la nave-faro e vedere uno scheletro di balena intero.
I cutter per la pesca dei gamberetti sono l´emblema di Greetsiel. Il porto storico ne è sempre pieno e, i più mattinieri, possono svegliarsi presto, andare ad acquistare il pesce appena pescato e, sul molo, sgusciarsi i gamberetti che, mangiati così, hanno tutto un altro sapore!
I fari sono un elemento caratteristico delle coste, e quelle tedesche sono costellate da queste costruzioni spesso dipinte a righe bianche e rosse. Molte coppie d’innamorati scelgono di scambiarsi il fatidico sì proprio in queste strutture così affascinanti e particolari. Se il matrimonio non rientra nei vostri programmi, in alcuni fari si può anche pernottare.
I fari: ovunque sulle coste del Nord. © Sylt Marketing_Ellenbogen_List

I fari: ovunque sulle coste del Nord. © Sylt Marketing_Ellenbogen_List

Chi opta per il Roter Sand, nei pressi di Bremerhaven, dopo una traversata un po´avventurosa si troverà senza corrente e segnale del telefonino: proprio come i guardiani del faro di un tempo!
Tra le caratteristiche delle località balneari baltiche ci sono i lunghi pontili che protendono sul mare anche per centinaia di metri e che, ogni anno in estate, ospitano allegre feste. Molto particolare è quella che si svolge alla fine di luglio a Sellin, sull´Isola di Rügen. Qui, il pontile di 340 metri nel 1998 è stato ricostruito in legno secondo il modello originale.
Se siete amanti o semplicemente affascinati dai velieri, non potete perdere l´appuntamento con la famosa Hanse Sail,
Velieri alla Hansesail. Archiv Hansesail lutz zimmermann

Velieri alla Hansesail. Archiv Hansesail lutz zimmermann

che si svolge a Rostock nella prima metà di agosto (quest’anno: 8-11 agosto 2013): un´occasione straordinaria per ammirare antichi velieri e partecipare a una grande festa.
Nella Germania settentrionale, si possono fare vacanze letteralmente sull´acqua anche nella splendida regione dei laghi del Meclemburgo che, con oltre 1000 laghi interconnessi, ben si presta per trascorrere emozionanti vacanze in houseboat circondati da paesaggi incantevoli e sempre diversi.
Se non avete la vostra bici, potete sempre noleggiarne una in loco per approfittare dei fantastici sentieri ciclabili nella regione dei laghi, per avere una visuale del panorama dalla terraferma e visitare i paesi e le cittadine che non sempre magari consentono l´attracco.
Anche la fascia costiera vera e propria offre infinite possibilità di essere scoperta sulle due ruote, seguendo il proprio ritmo, fermandosi sugli argini per godersi il panorama. I cicloturisiti “fatti e finiti” possono scegliere di viaggiare lungo i percorsi più noti, come quello del Mar Baltico che si snoda per 1095 km tra Flensburg e Ahlbeck/Usedom, solo a tratti collinoso e adatto anche ai bambini. Dimezzando le distanze, si può optare per il percorso Amburgo-Sassintz/Rügen, passando per Lubecca: solo 520 km, anche questi adatti anche ai più piccoli. Anche il Mare del Nord propone magnifici itinerari tra i prati salati e gli argini, per ammirare panorami mozzafiato da punti altrimenti difficilmente raggiungibili.

Per saperne di più, visita il sito http://www.germany.travel





Ai confini del mondo

26 06 2012

Lunedì 25 giugno. Oggi ce la prendiamo con tutta calma, dopotutto dobbiamo percorrere solo 160 chilometri (moltiplicati per 2, poiché c’è anche il ritorno). Non ci sembra vero concederci di stare a letto fino alle 8.15. Un vero lusso, come la colazione in abiti “civili”.

Farà freddino lassù, quindi ci bardiamo a dovere e, per non sbagliare, nel bauletto trovano posto anche le giacche antipioggia. Non si sa mai. La prima parte del percorso, verso est, è un po’ monotona, ma non appena arriviamo al mare tutto cambia. La corrente del corso d’acqua che dall’entroterra sfocia nel mare si scontra con quella che arriva dal largo, creando una serie di gorghi che catturano lo sguardo. Inizia l’avvicinamento a Capo Nord. Siamo emozionati e curiosi. Io ci sono già stata una ventina d’anni fa con un viaggio organizzato, ma questa è tutta un’altra esperienza e dalla moto si hanno percezioni molto più forti rispetto a un pullman granAi confini del mondoturismo.

Lungo il primo tratto di costa non incontriamo nessuno e possiamo ammirare il panorama, così simile per chilometri eppure sempre diverso. Anche qui notiamo case isolate sulla costa, alcune anche molto belle e grandi, qualcuna affacciata su piccole baie dove le acque sono di un blu e un verde intenso. Alle loro spalle, dai rilievi scendono piccoli torrenti che si gettano nel mare. Inizia la parte rocciosa, che vede una certa alternanza di formazioni lamellari, che ricordano enormi risme di carta appoggiate l’una sull’altra, e grandi massi, in qualche caso pericolanti. Incrociamo una “carovana” di camper italiani che sta scendendo… ci fa pensare alle spedizioni di “Overland”. Noi giriamo da soli, ma deve essere bello fare un viaggio come questo con un gruppo affiatato. Inizia a soffiare il vento che increspa la superficie del mare e noi abbiamo tutto il lato destro infreddolito dall’aria mentre iniziamo a salire sull’altopiano dove, tra stagni e torbiere, vediamo le renne al pascolo.

A un centinaio di metri dal centro visitatori c’è la barriera: 235 corone a testa per accedere all’area, in qualunque modo uno arrivi. Non è certo a buon mercato, ma se sei venuto fin qui, metti mano al portafogli. È mezzogiorno e non c’è quasi nessuno. Lo so, siamo in un luogo famoso per il sole di mezzanotte e per quello siamo in anticipo (o in ritardo) di 12 ore, ma per Roberto l’importante era raggiungere Capo Nord in moto, non importa a che ora. Qualche foto ricordo, incontriamo un francese che ci chiede se siamo motociclisti italiani e dice che qualche giorno fa eravamo sullo stesso traghetto (ma ne abbiamo presi talmente tanti!). Sotto il famoso mappamondo, ci fa una delle pochissime foto che ci ritrae insieme. La mia dolce metà odia chiedere a qualcuno di scattarci una foto, quindi nei nostri scatti o c’è lui, o ci sono io.

Inizia ad arrivare gente: sono i pullman che portano i turisti della Hurtigruten. Decidiamo che è il momento di rimetterci in sella. Noi il nostro Capo Nord ce lo siamo vissuto in tutta tranquillità, e così lo vogliamo ricordare. Abbiamo raggiunto la meta, e siamo alla metà del viaggio. Ora inizia la discesa.





Isole Lofoten: tra sogno e realtà

22 06 2012

Questa mattina ce la prendiamo con calma: appena 2 chilometri ci separano dall’imbarco per il traghetto che alle 11.15 ci porterà a Moskenes, Isole Lofoten. E allo sbarco, solo 135 chilometri per raggiungere Svolvaer, la nostra destinazione odierna. Insomma, una passeggiata.

Il cielo è grigio, ma almeno non piove. Saliamo a bordo con un certo anticipo, litighiamo con le cinghie per fissare la moto agli appositi agganci e ci viene in aiuto un simpatico olandese, che è un po’ più pratico di noi. Finalmente saliamo sul ponte. A Bodo non abbiamo visitato niente, ma sinceramente vedendola dal traghetto non abbiamo rimpianti. Siamo invece impazienti di raggiungere le mitiche Lofoten…

Avvicinandosi al “porto” di Moskenes, la prima cosa che si vede sono gli spuntoni di roccia all’estremo sud che sembrano quasi fare da vedetta. Poi, davanti ai nostri occhi si materializza la catena montuosa le cui cime sono nascoste dalle immancabili nubi. Non vediamo l’ora di scendere e andare alla scoperta di queste terre di cui tutti parlano con entusiasmo. Fortunatamente non è ancora alta stagione, per cui le strade sono abbastanza libere e io mi posso guardare intorno. Roberto ha sofferto un po’ la traversata, non è propriamente in forma e non vede l’ora di arrivare al nostro “rorbu”.

La parte più a sud è decisamente selvaggia, molto rocciosa e altrettanto suggestiva. Le montagne sbucano letteralmente dal mare che sembrano voler difendere. Nonostante il territorio “difficile”, lungo la strada vediamo un discreto numero di abitazioni tradizionali e molti animali al pascolo. In quasi tutti i giardini c’è un trampolino elastico rotondo: a quanto pare è lo sport più praticato dai bambini norvegesi!

Quando ricompare davanti ai nostri occhi, il mare ha un colore così intenso che sembra rubato alla tavolozza di un pittore. Il fondale in alcune baie è basso, la sabbia bianca fa risaltare l’azzurro e il verde che siamo abituati ad associare ai mari tropicali, o alla Sardegna, mentre le rocce sotto il pelo dell’acqua creano strani puzzle. Per la prima volta dacché siamo sul territorio norvegese scorgiamo qualche metro di spiaggia! Ci sono anche tantissimi uccelli.

Salendo verso nord in alcuni tratti i monti sono meno imponenti e le vedute più ampie, ogni curva riserva uno scorcio marino o quasi tipicamente alpino del tutto inaspettato. Bisognerebbe avere la capacità di girare il collo come i gufi o le civette per riuscire a cogliere ogni particolare. Tutto appare nuovo ai miei occhi e mi viene da pensare che, probabilmente, i bambini che iniziano a scoprire il mondo si sentono come me in questo momento: stupiti, frastornati, affascinati e curiosi.





Sport trendy e (poco) tradizionali sulle spiagge della Germania settentrionale

14 06 2012

Il mare e le spiagge della Germania del Nord riservano tantissime sorprese a chi crede che una vacanza estiva su questi lidi sia priva di stimoli: infatti, che amiate stare ore distesi al sole su spiagge candide, o vogliate dedicarvi agli sport da tavola, sulle coste tedesche troverete le condizioni ideali per soddisfare qualisasi desiderio o capriccio. E anche scoprire le varianti locali di sport tradizionali… provare per credere. E ricordate di portare il costume!

http://blog.paesionline.it/2012/06/12/attivita-trendy-e-varianti-regionali-di-sport-tradizionali-dinamismo-e-divertimento-nella-germania-del-nord/





Un’estate al mare nella Germania del Nord

31 05 2012

Estate, per la maggior parte delle persone tempo di mare. E la mente va già alla Sardegna, ai Caraibi, a luoghi più o meno lontani che evocano immagini di ampie spiagge candide e acque cristalline. E magari anche di vita notturna sfrenata. Mai pensato di fare una vacanza al mare in Germania? Mi permetto di raccontarvi qualcosa sulle coste tedesche. Poi, potreste decidere di provare anche voi una nuova destinazione…

http://blog.paesionline.it/2012/05/28/unestate-al-mare-nella-germania-del-nord/.





La frizzante estate culturale della Germania del Nord

31 05 2012

Germania del Nord, meta poco considerata ma ricca di spunti interessanti. E allora, perché non provare qualcosa di diverso dal solito? Dopo un attento “studio”, ecco qualche suggerimento

http://blog.paesionline.it/2012/05/18/la-frizzante-estate-della-germania-del-nord/.