A zonzo tra le provinciali dell’Oltrepò pavese

28 10 2012

Le giornate di metà autunno soleggiate e dal clima relativamente mite sembrano fatte apposta per fare una gita in moto e qualche giorno fa ne abbiamo approfittato per andare a zonzo lungo le provinciali e scoprire luoghi poco conosciuti dell’Oltrepò pavese.

Il traffico scarso permette di ammirare i panorami che, incantevoli e rilassanti seppur un po’ velati da una leggera foschia, si svelano ai nostri occhi. Poco dopo Rivanazzano decidiamo di lasciare la statale 461 che porta verso Varzi e il Penice e svoltiamo per Nazzano. Su questa strada piuttosto stretta e non proprio ben tenuta oltre a noi c’è qualche appassionato di motocross che si dedica alla “vestizione” tra le piante prima di salire in sella. Immerse tra i boschi scorgiamo alcune splendide ville, ma la strada, umida e resa scivolosa dalle foglie e dalla sabbia non permette distrazioni. Dopo un po’ di sali e scendi tra le colline, superiamo Schizzola e l’indicazione per la trattoria Quaglini, dove abbiamo già avuto modo di gustare un’ottima cucina casalinga. Ma è decisamente troppo presto per pranzo, pertanto proseguiamo e ci ritroviamo a Rocca Susella, dove si è da poco conclusa la 30a sagra della castagna e dei marroni. Anche noi ci lasciamo sedurre da queste delizie di stagione! Non resistiamo infatti alla tentazione di acquistare un bel sacchetto di castagne e una zucca, che ci dicono essere dolcissima, mettiamo il tutto nel bauletto e risaliamo in sella. Lungo la strada che si snoda tra i boschi sono parcheggiate le macchine di chi ha approfittato della bella giornata per andare a castagne, o funghi. Decisamente un’ottima idea!

Uno dei borghi più belli d'ItaliaPuntiamo verso Fortunago, che come ci informa un cartello è “uno dei borghi più belli d’Italia”. Il paese è arroccato su una collina e sembra addormentato. Il municipio è situato in una bella casa in sasso proprio sul cucuzzolo, da dove si imbocca un sentiero ombreggiato che conduce al castello. Il vicino campo giochi per i più piccoli, che in estate immagino pieno di bambini e di allegre risate, ora è deserto, proprio come le strade del borgo. Poco più in alto svetta la chiesa che domina su tutto. Esternamente, lungo il suo lato sinistro c’è un crocefisso e, tutto intorno, dei piatti di terracotta che riportano date e nomi di famiglie del luogo. Alcuni sono davvero vecchi! Le chiese dei paesi mi affascinano, ma poiché il portone è chiuso devo accontentarmi della vista esterna. Pazienza. Però da qui si ammira uno splendido paesaggio ancora verdeggiante, benché ci stiamo avvicinando alla fine di ottobre. I vigneti che ricoprono le colline iniziano appena a tingersi di giallo con qualche tocco di rosso, ma per vedere lo stupendo tripudio di colori e sfumature gialle, arancioni e rosse che caratterizzano l’autunno bisogna aspettare ancora qualche giorno.

La nostra prossima meta è l’abbazia di San Alberto di Butrio, un luogo che ha un che di magico. A pochi chilometri da Valle Nizza, in un punto paesaggisticamente incantevole e protetto da estesi boschi, questo antico luogo di culto risalente all’XI secolo è un piccolo gioiello architettonico che trasmette grande serenità. Oltre a noi c’è qualche visitatore che si sofferma a visitare l’abbazia, ma la maggior parte delle macchine nel parcheggio sono di escursionisti che stanno tornando dai boschi circostanti con i loro sacchetti colmi di castagne. Dopo una visita a questa piccola ma stupenda struttura ci soffermiamo qualche momento nel giardino prima di riprendere la strada che ci riporta alla statale e fare ritorno a Milano, non senza fare una “golosa deviazione”: a Godiasco svoltiamo verso la località Giarone, dove nell’omonima locanda ci godiamo un ottimo e abbondante pranzo a base di prodotti a “chilometro zero” cucinati con grande passione.

Questa incantevole giornata mi fa riflettere: affascinati e sedotti da mete lontane, troppo spesso dimentichiamo che basta spostarsi di poco per visitare luoghi meravigliosi, trascorrere ore rilassanti tra una natura ancora incontaminata e riscoprire antichi sapori di ingredienti genuini che rendono speciali anche i piatti più semplici. Vale decisamente la pena ricordarselo!





Castelli da ammirare e da vivere

18 09 2012

La Germania è costellata di rocche, fortezze e castelli, in rovina, magnificamente restaurati o perfettamente conservati, semplicemente da ammirare, o dove magari trascorrere qualche giorno da favola.

Non è quindi un caso se il castello di Heidelberg è l´attrazione prediletta da chi si reca in Germania. Di fatto si tratta delle rovine del castello, il cui giardino un tempo era lodato come “l´ottava meraviglia del mondo”. Costruito nel XIV secolo come bastione di difesa con torri, nel corso di quattro secoli divenne l´insegna dei principi elettori del Palatinato. La porta di Elisabetta, che introduce nell´”Hortus Palatinus”, il dono di nozze di Enrico V a Elisabetta Stuart, figlia del sovrano inglese Giacomo I, è una dichiarazione d´amore scolpita su pietra. Ammirato dal sentiero dei filosofi, questo castello in rovina è diventato la quintessenza del Romanticismo tedesco.

Completamente diverso e perfettamente conservato è il castello di Neuschwanstein, nei pressi di Füssen (Baviera), voluto da Ludwig II, che qui si rifugiava in un mondo fatto di saghe e leggende. La struttura che svetta verso il cielo sorge sulle rovine di una vecchia rocca. Il castello, fonte d´ispirazione anche per i cartoni animati di Walt Disney, è la realizzazione del sogno di Ludwig: una complessa struttura “nel vero stile delle antiche fortezze tedesche”, in parte ispirata alla Wartburg di Eisenach, considerato simbolo di germanicità. Se la sala dei cantori e quella del trono incantano il visitatore, anche la visita alle cucine riserva incredibili sorprese e soluzioni a dir poco pionieristiche.

Restando a sud, il piccolo castello Weitenburg a Starzach (Baden-Württemberg) sorge in posizione fantastica, arroccato su una collina che domina la valle del Neckar tra la Foresta Nera e il Giura Svevo. Costruito come rocca fortificata nel 1062, nei secoli fu trasformato in una residenza formata da tre ali nelle quali si riconoscono elementi rinascimentali, barocchi e neogotici. Di proprietà di cavalieri predoni, pii monaci e anche del duca di Württemberg, nel 1720 fu acquistato dal barone Rupert Rassler von Gamerschwang e ancora oggi è proprietà della famiglia, che lo ha trasformato in un accogliente albergo e ristorante nelle cui sale si respira la storia. Vi è anche una piccola cappella, scelta da molte coppie per celebrare romantici matrimoni. Spesso è il barone in persona ad accogliere gli ospiti che giungono al castello e, con un pizzico di fortuna, ad accompagnarli nella stupenda camera nella torre.

Di castelli abbonda anche il nord della Germania. Il castello di caccia di Granitz      (Meclemburgo-Pomerania) sorge sul monte Tempelberg di Rügen, circondato da antichi faggeti del fiume Granitz. Verso la metà del XIX secolo, il principe Guglielmo Malte I di Potbus fece trasformare un antico casino di caccia in un castello in stile classicista, fortificato, con quattro torri angolari rotonde e una torre centrale alta ben 38 m, da cui la vista spazia fino a Usedom. Si dice che questa fu la sua soluzione alla disputa con gli svedesi per il possesso delle terre dell´isola, quando un “gentlemen agreement” disponeva che ognuno avrebbe posseduto tutto quanto era possibile vedere dal terreno di sua proprietà… fu allora che il grande architetto Schinkel progettò la torre centrale con terrazza panoramica.

Molte rocche e manieri in tutto il Paese sono stati recentemente trasformati in ostelli per la gioventù, ad esempio a Diez (Renania Palatinato), dove il bel castello comitale che domina sulla cittadina consente a giovani e famiglie di trascorrere qualche giorno immersi in un´atmosfera d´altri tempi senza spendere cifre da capogiro.





Scoprire la Germania attraverso le sue regioni vinicole

10 09 2012

Anche in Germania si brinda sempre più spesso con un calice di vino. Sebbene l’immagine del Paese sia legata tradizionalmente alla birra, i vini tedeschi conquistano sempre maggiore popolarità e apprezzamento anche oltre i confini nazionali.

Non tutti sanno che in Germania vi sono ben tredici regioni vinicole dove si producono vini e spumanti di ottima qualità: sulle rive dei grandi fiumi come il Reno, la Mosella, l’Elba e il Meno, sulle dolci e soleggiate alture della Foresta Nera attorno a Friburgo, in Franconia e nel Palatinato. Il vino fa anche da traccia per scoprire luoghi e paesaggi di grande fascino, seguendo itinerari particolarmente agevoli come le strade tematiche ad esso dedicate nelle diverse regioni. Strade del vino si snodano ad esempio lungo il fiume Nahe, in Sassonia, o nella regione Saale-Unstrut, la regione vinicola più settentrionale d’Europa, dove la viticoltura riveste un ruolo speciale da oltre un millennio. Come in Toscana, qui i raggi del sole riscaldano i grappoli per un totale di 1.430 ore l´anno. Qualsiasi regione si decida di scoprire attraverso i suoi vini, si attraverseranno affascinanti paesaggi naturali, spesso punteggiati di castelli medioevali come la Valle del Reno, o di caratteristici borghi dalle case a graticcio come la regione della Mosella.

Grazie alla qualità dei vini e al crescente interesse per l’enogastronomia, negli ultimi anni in Germania si è sviluppato un vero e proprio turismo del vino ed è piuttosto semplici trovare validi suggerimenti per una vacanza all’insegna del vino e della cultura enologica. Sono numerose le enoteche, i musei del vino, i castelli e i monasteri circondati da vigneti che, insieme a un buon calice, offrono al visitatore curiosità e ambienti storici di grande interesse. Le cantine Kupferberg a Magonza o quelle del celebrato spumante Rotkäppchen a Freyburg/Unstrut sono mete particolarmente apprezzate dagli appassionati di bollicine.

Le regioni vinicole sono destinazioni che attraggono anche chi ama le attività all’aria aperta, che può optare per escursioni o trekking tra i vigneti a piedi o in bicicletta, magari pernottando presso gli stessi produttori di vino che spesso dispongono di accoglienti camere. Da prendere in considerazione anche i  resort enogastronomici confortevoli quanto alberghi a cinque stelle, con cucina molto raffinata, piscine e Spa per una vacanza all´insegna del piacere, del relax e benessere circondati dal verde.

La Sassonia quest’anno celebra gli 850 anni della viticoltura nella regione con tantissime manifestazioni di grande richiamo. Anche se siamo ormai a fine estate, il calendario è ancora ricco di appuntamenti. Dal 23 al 25 settembre, ci sono la festa d’autunno e del vino a Radebeul e la parata prevista per la festa del vino di Meißen. A fine mese, dal 30 settembre al 2 ottobre avrà luogo a Diesbar-Seußlitz la Federweißermeile, la festa del vino novello; il 29 ottobre, invece, è la volta del festival internazionale Müller-Thurgau. Occasioni da prendere al volo per scoprire un Land ricco di fascino e incredibilmente stimolante dal punto di vista culturale, magari percorrendo la Sächsische Weinstraße, la strada del vino inaugurata nel 1992: 55 chilometri da Pirna attraverso Dresda, Radebeul e Meißen fino ai magnifici villaggi dediti all’enologia nella valle del fiume Elba.

Una giovane generazione di chef rinomati anche oltre i confini tedeschi propone piatti innovativi o tradizionali, spesso rivisitati in una versione più leggera, che si accompagnano splendidamente ai Riesling, Pinot Noir e ai vini regionali. In tutta la Germania si trovano ristoranti citati nelle più prestigiose guide gastronomiche internazionali. Per chi invece ama qualcosa di più rustico ci sono le allegre feste del vino che si tengono tra l’estate e l’autunno a Rüdesheim, Magonza, Stoccarda, Boppard, Bernkastel-Kues, Friburgo e molte altre località. La tarda estate e l’autunno si presentano quindi come periodi ideali per gli amanti del buon bere e della buona cucina per andare alla scoperta delle regioni enologiche della Germania, tra paesaggi incantevoli e tavole imbandite. Buon viaggio e… alla salute, o Prost, per entrare fin d’ora nell’atmosfera!





La Germania si apre a nuovi sapori

12 08 2012

La varietà della cucina tedesca rispecchia la molteplicità delle regioni che hanno dato i natali alle sue pietanze tipiche. Spaziando dalle trattorie tradizionali fino agli oltre 200 ristoranti che vantano riconoscimenti prestigiosi, l’offerta gastronomica tedesca è in grado di soddisfare tutti i gusti e le tasche. Mediterraneo delicato, raffinato elegante o sostanzioso regionale? Piccante internazionale o asiatico aromatico? La scelta si trasforma in un piacevole dilemma: il ventaglio di proposte culinarie in Germania diventa ogni anno sorprendentemente più ampio, puntando sempre più sulla creatività e su cibi più delicati e sani.

Attualmente sta facendo furore la fusione di almeno due stili, la cosiddetta cucina fusion che sprigiona il fascino di una polivalenza culturale e di ingredienti nuovi. Il suo credo si basa sull’assoluta freschezza di tutti gli ingredienti. La grande arte culinaria è sempre consistita nell’inventare nuove creazioni e variazioni. Preparare qualcosa in modo nuovo, stupire il palato con spezie o combinando sapori diversi: è questo il segreto dell’evoluzione gastronomica.

Gustare le pietanze dei grandi maestri della cucina creativa Vital come Heinz Winkler del ristorante “Residenz” di Aschau (Baviera) è un´esperienza assolutamente deliziosa. Karl-Emil Kuntz del ristorante “Zur Krone” a Herxheim- Hayna è un appassionato maratoneta che in cucina sa convincere camminando sul filo di lama tra trend e tradizione, senza peraltro perdere di vista lo stile di vita palatino, motivo per il quale riceve prestigiosi riconoscimenti.

Nel leggendario hotel Bareiss a Baiersbronn-Mitteltal (Baden Württemberg) Claus-Peter Lumpp, sul cui cappello brillano tre stelle, offre un’interpretazione unica della cucina classica, esaltando gli aromi con ottimi risultati. La sua cucina di ispirazione classica si è arricchita di una nuova tensione, concentrandosi sulle sfumature aromatiche delle eccellenti materie prime, che vengono proposte da diversi punti di vista e danno vita a composizioni dal carattere armonioso. La sogliola, ad esempio, convince grazie all’abbinamento con la zucca in tre varianti diverse: cotta al forno e servita con crouton, come ragù con verbena e semi di zucca e arrosto con risotto ai cereali, noci macadamia e scalogni al vino rosso. Degustando insieme queste varianti nascono interazioni agrodolci complesse che esaltano il pesce in maniera sempre diversa e non deludono nemmeno i palati più esigenti.

Karlheiny Hausler, a capo di un impero gastronomico con tre ristoranti, due bar e un hotel, al “Seven seas” di Amburgo ama sorprendere i suoi ospiti con una cucina di derivazione classica arricchita da accenti contemporanei e l´uso sapiente di spezie asiatiche, che ritiene siano le migliori. Nelle sue mani, le capesante si trasformano in un carpaccio che proietta in una nuova dimensione della preparazione dei piatti di mare.

Ovunque si vada, alla base della gastronomia di alto livello si trovano sempre gli ingredienti freschi regionali, frutta e verdura di stagione, pesce e carne di origine biologica.

Con tutte le stelle che brillano nel firmamento dei ristoranti tedeschi non bisogna però perdere di vista la buona cucina casalinga. Ogni regione propone le sue prelibatezze locali, che si tratti di Bratwurst, Spätzle, Maultaschen, arrosto all´agro con cavolo rosso o di una ricetta a base di patate. I piatti tradizionali sono un’alternativa economica, e valida, alle creazioni originali e talvolta stravaganti dei nuovi grandi chef. E un buon goccio di vino o una birra locale sono il completamento ideale per i piaceri del palato, di qualunque tipo essi siano.





Val Boreca in movimento – alla scoperta di una bella valle al confine tra 3 regioni

3 08 2012

I Comuni di Zerba e Ottone e l’Associazione Amici della Val Boreca vi invitano a

Val Boreca in movimento

sabato 4 e domenica 5 agosto 2012Image
4 AGOSTO
Ore 10: ritrovo al parcheggio dello stadio per biciclettata non competitiva con arrivo in Val Boreca
Ore 16: ritrovo a Cerreto per ciclisti e non ciclisti… inizia la Val Boreca in movimento!!
Ore 16: laboratorio per bambini “Un bosco da favola”
Ore 17.30: aperitivo musicale con Linda Sutti (voce e chitarra acustica) e birra artigianale birrificio “La Buttiga”
Ore 18: laboratorio per bambini “Aggiungi un posto a tavola”
Ore 19.30: cena tradizionale sotto le stelle nei borghi della valle
Ore 22: concerto dei Cani della biscia a Zerba, birra e danze fino a notte fonda!

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5 AGOSTO
Ore 9: partenza da Pei per trekking guidato sui crinali della Val Boreca
Ore 10: tour del monte Lesima in mountain bike e gita sul monte Chiappo per tutti i bambini
Dalle 10 alle 13: cicloraduno con buffet a capannette di Pei
Ore 16 a Pei Valboreca in movimento: “Idee, Sogni e Progetti”, presentazione di “Val Boreca Immaginata”. Merenda con tutti I borghi della valle
… e per tutto il giorno a Pei e Belnome mostra fotografica e a Pei mostramercato
“go local” di soli prodotti ideati e realizzati in alta Val Trebbia

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Per info e prenotazioni contattare Lorenzo Bersani: 339 8687183
In collaborazione con: Birrificio La Buttiga, ASD “La Ciminiera”, Legambiente,
Libreria per ragazzi Matilda, Società Mutuo Soccorso di Belnome, Sergio Anelli,
Francesco Favalesi, Luigi Ziotti





Sulla via del ritorno

6 07 2012

Malmö – Goslar – Bad-Wildbad, 2 – 6.07.  Il 2 luglio la Svezia ci saluta con un bel sole quando ci imbrachiamo sul traghetto che ci porta a Sassnitz, sull’isola tedesca di Ruegen, famosa tra l’altro per le incantevoli rupi cretacee che dal mare si vedono in tutto il loro naturale splendore. Da qui iniziamVerso la Germaniao la nostra discesa verso Milano. Dopo la prima parte in statale, a Rostock decidiamo di prendere l’autostrada per accorciare un po’ i tempi. Ci fermiamo a dormire a Goslar, ma i chilometri da percorrere sono più di 500. Siamo arrivati sul territorio tedesco con il sole, che però a un certo punto ci lascia e, tanto per non farci mancare nulla, prendiamo anche un bell’acquazzone. Erano troppi giorni che viaggiavamo all’asciutto?

Superata la regione dei laghi del Meclemburgo, che meriterebbe innumerevoli soste, attraversiamo parte del Brandeburgo, dove qua e la vediamo piccole “selve” di pale eoliche. Non mancano neppure gli appezzamenti di terreno ricoperti di pannelli fotovoltaici, e ci viene spontaneo domandarci perché in Italia vi siano ancora così pochi impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Iniziamo finalmente a vedere le pendici dello Harz, massiccio amato da Goethe e famoso come luogo di La piazza di Goslarritrovo delle streghe. Giungiamo a Goslar, dove il palazzo imperiale e la miniera Rammelsberg sono patrimonio dell’umanità tutelato dall’UNESCO. Ma noi restiamo incantati da tutto il centro storico con le sue splendide case a graticcio e un antico portico in legno. Oggi qui si è svolto il campionato di orienteering della categoria senior e arrivare in albergo è un po’ complicato a causa delle strade chiuse. Non vediamo l’ora di toglierci di dosso la “divisa” da motociclisti, fare una bella doccia e andare a mangiare qualcosa.

L’albergatore ci consiglia un ristorante di cui ho già sentito parlare, famoso per l’atmosfera e le specialità regionali, soprattutto a base di selvaggina. Entriamo nel locale, il proprietario ci chiede se siamo solo in due e, alla risposta affermativa, ci “rimbalza” – come direbbe mio figlio – e lo fa anche in modo piuttosto antipatico e arrogante. E non è che io abbia problemi a esprimermi in tedesco o a capire la lingua!Non ci resta che andare altrove. Il menù non è niente di eccezionale, ma si sta facendo tardi e siamo stanchi. Ciò nonostante, dopo cena facciamo una breve passeggiata prima di tornare in albergo, situato in un edificio del Cinquecento, che emana un gran fascino e, in più, la nostra camera è proprio romantica (con il pavimento un po’ inclinato, ma anche questo fa parte della sua autenticità).

3 luglio. Ci svegliamo presto e, confidando nel tempo che non sembra troppo minaccioso, dopo colazione puntiamo verso Gottinga, dove ci immettiamo sulla strada 27 che abbiamo percorso in parte anche durante l’andata e che ci era piaciuta molto. Niente traffico, bei panorami ampi, castelli sulle colline, in alcuni tratti viaggiamo in una sorta di “tunnel” formato dalle chiome dei grandi alberi ai lati del nastro d’asfalto. Potrebbe essere parte della Strada tedesca dei viali alberati. Non manca qualche cartello un po’ particolare (attenzione a non andare a sbattere contro gli alberi) che ci fa sorridere. L’idea di percorrere un itinerario alternativo a quello stabilito la sera precedente non è proprio felice. Passiamo per luoghi incantevoli, ma allunghiamo la strada di parecchio.

Arriviamo a Bad Wildbad, nella verdeggiante Foresta Nera, alle sei passate. Meno male che adesso ci fermiamo qualche giorno a casa di amici e, anche grazie alla presenza di due centri termali, possiamo rilassarci. Io lo so, che quando rientrerò a Milano riprenderannIl magnifico Karlsbad a Bad Wildbado i ritmi frenetici, quindi questi sono momenti preziosi di cui voglio godere appieno. Comprese le piacevoli chiacchierate sul divano dopo cena.

6 luglio. Dopo il grande acquazzone di ieri, che ci ha tenuti in ostaggio sotto i portici per quasi due ore, dando un’occhiata alla previsioni decidiamo di posticipare il rientro a domani… le condizioni meteo dovrebbero essere migliori, soprattutto in Svizzera. Oggi è prevista acqua a catinelle ovunque! Questa mattina ce la prendiamo con molta calma e facciamo una bella passeggiata in paese. Quando siamo venuti l’anno scorso, ormai questa è quasi una seconda casa per noi, la funicolare che dal centro porta in cima al Sommerberg era chiusa per lavori. Le carrozze storiche sono state sostituite, come parte delle rotaie, e noi decidiamo di fare un giro “in quota”. Peccato per la solita nuvoletta dispettosa.

Le borse sono pronte, stiamo decidendo se passare da Basilea o da Sciaffusa, ma una cosa è certa: domani si rientra a casa!





Una città giovane

1 07 2012

Il grattacielo di 190 metri che domina la città

C’è il sole questa mattina quando apriamo le tende e decidiamo di andare alla scoperta di Malmö in bicicletta per vedere qualcosa in più e, contemporaneamente, fare anche un po’ di moto. Ne noleggiamo due in albergo e puntiamo dritto verso il porto e la torre “Turning torso”. Man mano che ci avviciniamo la vediamo da angolazioni differenti, dalle quali lo stesso grattacielo sembra diverso. È veramente una straordinaria opera di ingegneria e architettura. Non osiamo immaginare il panorama che si vede dai piani alti, ma su una cosa io e Roberto siamo d’accordo: preferiremmo abitare in uno dei nuovi complessi residenziali lungo la darsena, con grandi finestre e balconi e posto barca sotto casa.

Non si vedono automobili in giro, e neppure parcheggiate sotto le abitazioni. In compenso, davanti alla maggior parte degli edifici ci sono tantissime biciclette. Questo è infatti il mezzo di trasporto più usato in città, da persone di tutte le età. Malmö comunque ci appare come una città giovane. Vediamo tante famiglie con due o tre figli tutti piccoli, o magari uno in passeggino, uno in carrozzina e uno in arrivo. È una bella impressione e mette di buon umore vedere i bambini che giocano nei parchi attrezzatissimi con ogni tipo di intrattenimento all’aperto, mentre i genitori chiacchierano sui prati circostanti. Sul lungomare invece, vicino ai famosissimi bagni “Vanna” ci sono i campi di beach volley, frequentatissimi.

Passando di fronte alla Camera di commercio con il suo splendido ingresso e alla stazione centrale che integra nella struttura di inizio Novecento in mattoni rossi nuovi elementi di collegamento e ampliamento dalle grandi vetrate ritorniamo nel centro, dove c’è un’ampia zona pedonale con innumerevoli negozi, caffè e ristoranti. Sembra che tutti abbiano uno o più sacchetti in mano, visione ormai rarissima a Milano. Aspettano tutti la domenica per andare a fare shopping, o forse è solo il bel tempo che invoglia a uscire? Nel grandissimo parco, che ospita un importante museo, si possono anche noleggiare i pedalò per fare il giro del canale che ne circonda una parte. È molto ben tenuto e frequentato da tantissima gente; qualcuno ne approfitta anche per mettersi in costume e prendere il sole: ci sono ben 24 gradi!

Nonostante tutti i locali, trovare un ristorante che propone piatti tipici svedesi è difficilissimo. Quando lo chiediamo – ad esempio alla reception degli alberghi o nei bar – ci guardano stupiti e si scusano per non saper rispondere. Qui vanno per la maggiore gli hamburger e la cucina tailandese. Ma sebbene quest’ultima mi piaccia, fintanto che sono qui vorrei provare ricette della cucina tradizionale nazionale. Apparentemente, se vogliamo mangiare qualcosa di svedese dobbiamo aspettare di rientrare a casa e andare a fare la spesa all’Ikea!

Verso metà pomeriggio rientriamo in albergo per preparare le borse. Domani mattina sveglia alle 5:30 per prendere il traghetto che ci porterà a Sassnitz, in Germania. Nessuno dei due è molto motivato. Io forse meno di Roberto. Ma la strada per Milano è ancora lunga quindi, dopo tre settimane di viaggio, è giunto il momento di lasciare la Scandinavia.