Verso la capitale dell’Artico

24 06 2012

Il sole splende in un cielo limpido come quello che ho ammirato a mezzanotte quando, “accontentandomi” del molo davanti a casa con un orientamento geografico purtroppo sfavorevole, ho visto il mare tingersi di un rosa delicato per effetto del disco di fuoco che, al di là del monte alle mie spalle, sfiorava le acque dell’oceano.

Facciamo colazione a “casa”, carichiamo la moto e con un po’ di malinconia lasciamo Svolvaer. Ci siamo stati davvero bene e concordiamo sul fatto che sarebbe stupendo poterci tornare in inverno… così io potrei anche sciare! Queste considerazioni a parte, ci dirigiamo verso nord attraversando ancora nuovi scenari naturali: la bassa marea concede qualche metro di spiaggia bianca qua e là, i ghiacciai più grandi si specchiano nei fiordi, i monti iniziano a essere più tondeggianti e la natura è rigogliosa. Puntiamo ora verso est, attraversiamo un ponte e ci congediamo dalle magiche Lofoten per tornare sulla terra ferma, allontanandoci dalla costa. Saliamo di quota e attraversiamo un parco naturale passando vicino al “Polar Zoo”, in una stretta valle costeggiata da boschi dove le immancabili cascate che scorrono lungo le pendici dei rilievi alimentano un torrente che presto diventa un vero e proprio fiume.

Sotto i raggi del sole le diverse tonalità di verde delle chiome degli alberi sono particolarmente evidenti e, quando ci avviciniamo nuovamente ai fiordi, il riflesso dell’acqua e della neve sui ghiacciai che hanno fatto la loro ricomparsa è quasi abbagliante. Scenari completamente diversi si susseguono con una rapidità stupefacente e ancora una volta non sappiamo dove posare lo sguardo. Mentre ci avviciniamo a Tromsø, detta anche la capitale dell’Artico, ci stupiamo per la quantità di neve ancora presente a bassa quota che, sui rilievi più dolci, sembra disegnare un motivo zebrato.

Tromsø sorge su un’isola nel fiordo; la collega alla strada statale un ponte slanciato da cui si ammirano scorci suggestivi. A un’estremità si erge la candida cattedrale artica, una struttura essenziale ma elegantissima nella sua semplicità. Sull’altro lato, invece, c’è il molo d’attracco delle navi della Le linee morbide dell'architettura riprendono il profilo dei monti corcostantiHurtigruten e di quelle da crociera di altre compagnie navali. Le loro sagome sono riprese dall’architettura di numerosi grandi alberghi che affacciano sul fiordo come prue di grandi vascelli. Alle 5 del pomeriggio la città è deserta. Facciamo quattro passi per il centro e ammiriamo la biblioteca dalla forma particolare e le pareti completamente in vetro, come il municipio adiacente. Proviamo a immaginare l’effetto che fanno sui passanti in inverno, quando gli interni completamente illuminati rischiarano il buio della lunga notte artica. Ma oggi è il 23 giugno, il giorno più lungo dell’anno, e ci godiamo la luce del sole di mezzanotte.

Advertisements

Actions

Information

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s




%d bloggers like this: