Un mondo fuori dal mondo

22 06 2012

Il "re delle Lofoten" si specchia nelle acque del portoIniziare la giornata baciati dai raggi del sole è una piacevolissima sorpresa. Abbiamo “fatto la spesa” per far colazione nel nostro rorbu,  pertanto ce la prendiamo con tutta calma. Ieri sera, mentre aspettavamo che l’asciugatrice completasse il programma restituendoci il bucato pronto da riporre nelle borse, ne abbiamo approfittato per chiedere qualche suggerimento al ragazzo della reception e oggi andiamo un po’ a zonzo in tutto relax, raggiugendo luoghi poco frequentati dai turisti.

All’estremità sud dell’isola di Austvagoy  arriviamo al principale villaggio di pescatori dell’arcipelago: Henningsvoer si sviluppa su tre isolette collegate da due ponti e, durante la stagione della pesca, la sua popolazione di 470 anime si decuplica per l’arrivo in massa di pescatori, pescherecci e barche. Su tutto domina il monte Vagekallen, o Re delle Lofoten (942 m – se non sapessimo di essere a livello del mare, potrebbero sembrare anche 3.000), che si specchia nelle acque del porticciolo.

Proseguiamo verso l’isola più meridionale, quella forse paesaggisticamente più bella, ripercorrendo in parte a ritroso la strada fatta ieri: per me è un’ottima occasione per fare qualche foto di scorci già intravisti, mentre Roberto ha finalmente la possibilità di godersi questo panorama così selvaggiamente affascinante. La bassa marea lascia scoperte ampie porzioni di spiaggia candida e, sotto i raggi del sole, il turchese e il verde del mare sono quasi abbaglianti. Tornando da Eggum facciamo una breve sosta per mangiare un panino ammirando questo meraviglioso scenario, e la marea è già salita modificando il panorama.

Le montagne all’interno dell’isola sono parzialmente celate da qualche nuvola minacciosa, ma oggi non ci laciamo intimorire e riprendiamo prontamente la direzione del mare, dove il cielo è terso e al largo vediamo una nave della flotta della Hurtigruten che si avvicina al porto di Svolvaer annunciando il suo arrivo suonando un paio di volte la sirena. La conformazione del territorio è tale che l’eco si protrae a lungo.

Oggi il tempo vola e in un attimo, putroppo, è quasi ora di cena, che ci gustiamo in un locale sul porto dopo aver visitato “Magic Ice“, una sorta di mostra di sculture di ghiaccio illuminate da sapienti giochi di luci colorate. Tornando verso il rorbu ci soffermiamo nuovamente sul ponte che collega la “nostra” isoletta a quella principale per ammirare il panorama: verso nord vediamo una corona di monti innevati che si ergono dal mare. E’ uno spettacolo che non mi stancherei mai di ammirare.

Un tempo come questo sarebbe ideale per andare a Hov ad ammirare il sole di mezzanotte (anche se con un giorno anticipo), ma domani ci aspettano 450 km e il mio pilata, saggiamente, opta per rispettare il calendario e confidare nella clemenza del tempo a Tromso. Io tengo le dita incrociate, perché questa notte le condizioni meteo sono davvero ottimali. Staremo a vedere. Intanto, i bagagli sono pronti e noi ci godiamo le ultime ore nella nostra romantica casetta in legno affacciata sul mare delle magiche Lofoten.

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