Oltre il circolo polare artico

20 06 2012

Sandnessjoen sembra l’ultimo avamposto della civiltà prima del nulla. E anche di civiltà ce n’è poca. Partiamo molto presto perchè dobbiamo prendere 3 traghetti e, se per qualche motivo “perdiamo” una coincidenza, abbiamo sempre una seconda possibilità. Decidiamo di riporre la tenuta da pioggia nelle relative borse, ma sempre a portata di mano. Dopotutto, le previsioni non sono così tremende per la mattina. Il nostro ottimismo però non viene ricompensato, e dopo 7 km dobbiamo infilarci giacca e pantaloni antipioggia, neri come è diventato il nostro umore. Fortunatamente in traghetto possiamo stare nel salone al coperto, ma è una misera consolazione.

Ieri sono stata proprio una volpe e oggi mi trovo con una macchina fotografica scarica. Meno male che c’è il BlackBerry, ma per le foto in movimento non è il massimo, e sotto l’acqua se chiedo a Roberto di fermarsi per fare qualche scatto mi sbrana! Vorrà dire che avremo poche immagini ma, essendoci nuvole basse, in molti punti si potrebbe immortalare ben poco. Sto cercando di vedere il bicchiere mezzo pieno, ma oggi è difficile. Comunque, mentre siamo in attesa d’imbarcarci sul secondo traghetto conosciamo 3 motociclisti belgi che stanno facendo più o meno il nostro giro, ma in campeggio. Un paio si stupiscono quando raccontiamo di venire da Milano e aver percorso “solo” 3400 km fino ad ora: le loro mogli non ci pensano nemmeno a fare una vacanza viaggiando sulle due ruote. E così loro hanno una buona scusa per andarsene a zonzo tra amici per 4 settimane. Contente loro!!

A bordo del traghetto oltrepassiamo il circolo polare artico, segnalato con un mappamondo sull’isoletta a fianco della quale scivoliamo sulle acque nordiche. La natura si fa più selvaggia. Facciamo l’ultima breve traversata e poi inizia il tratto su strada. Gli ultimi 175 chilometri, sotto una pioggia scrosciante, ci conducono lungo le pendici del secondo ghiacciaio norvegese per dimensioni: uno spettacolo maestoso, che fortunatamente  le nuvole non riescono a celare del tutto ai nostri occhi. Con questo gigante di roccia e ghiaccio alla nostra destra e una miriade di isolette rocciose sulla sinistra di cui captiamo appena lo splendore di una natura alla quale non siamo abituati, ci avviciniamo alla nostra meta odierna: Bodo.

Domani è un altro giorno, e noi speriamo che anche il tempo sia un altro! Infatti, giacca e copripantaloni sono debitamente ripiegati e imbustati. Tengo le dita incrociate…

Advertisements

Actions

Information

One response

21 06 2012
Luca

Fantastico!
Bello pensare che avete fatto nuove conoscenze; altri centauri!
Mi è sembrato di capire che non siano poi così propriamente amanti delle due ruote! “TU, EDVIGE, HAI IL TUO CENTAURO”, imparagonabile!
Come LUI NESSUN’altro!
Peggio per loro! Poverini… Il campeggio!? Hahahaha!
Per punizione avreste dovuto lasciarli in mutante, così almeno si sarebbero bagnati un po le “chiappette” e si sarebbero rinfrescati un po le idee! Perdono una grossa occassione a non sfruttare il piacere del viaggiare in moto, soprattutto in località simili…
Bellissime le foto, sembra un paesaggio surreale, con tipico tempo da lupi! Paauuraaa…
Edvige: “non hai solo la (MORA) come alternativa per fare le foto!”….
E’ inutile che ti ricorda quale sia l’altra alternativa, ovviamente oltre alla macchina fotografica scarica! :p
Diiveertiiiteeviiii!!!

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s




%d bloggers like this: